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Emoji nell'oggetto delle email: si possono usare e quali vantaggi ci sono?

Emoji nell'oggetto delle email: si possono usare e quali vantaggi ci sono?

2 gennaio 2015
Emoji nell'oggetto delle email: si possono usare e quali vantaggi ci sono?

Le Emoji sono ormai da considerarsi uno standard per le tastiere di notebook, tablet e smartphone. Esiste anche un social network interamente dedicato ad esse. In questo articolo si verifica se è possibile utilizzarle nell'oggetto di una email e perché questo potrebbe costituire un vantaggio.

Qualche mese fa è stato lanciato il primo social network interamente dedicato alle Emoji attraverso questo video

Citando Wikipedia: "Gli emoji (絵文字) sono simboli pittografici, simili ad emoticon, divenuti popolari in Giappone a fine degli anni 1990. Il nome deriva da 絵 e(immagine), 文 mo (scrittura) e 字 ji (carattere). Gli emoji vengono utilizzati sia negli SMS che nelle e-mail."

Sono quelle che siamo soliti chiamare faccine o emoticon, o più precisamente un sottoinsieme di esse. Per quanto siano mal viste dai puristi della lingua Italiana, esse offrono un supporto in grado di rendere immediata la comprensione dell'emozione che si cela dietro un testo molto breve. Il nostro modo di comunicare è costituito solo in piccola parte da quella che viene chiamata comunicazione verbale e la maggior parte di ciò che effettivamente comunichiamo è un insieme di gestualità più o meno volontarie che rendono credibile un nostro messaggio e che ci permette di stabilire un legame empatico con l'interlocutore. Se un testo ben scritto è in grado di comunicare una grande quantità di emozioni verso chi lo legge è altrettanto vero che il testo che passa all'interno di una chat e scritto con la rapidità di un dialogo verbale tra due persone renderebbe difficile comprenderne appieno il senso.

Ecco che le faccine quindi diventano un importante supporto di dialogo, prevalentemente appunto nelle chat.

Si sono accorti della loro efficacia anche gli esperti del marketing e in particolare di quel nuovo trend di marketing che è considerato sempre più il futuro nei meccanismi di avvicinamento tra brand e pubblico: il content marketing. Ecco un post su Facebook della Microsoft di questi giorni:

L'utilizzo delle faccine del testo nel messaggio non significa che Microsoft ha semplicemente pensato da un giorno all'altro di ringiovanire il proprio stile comunicativo ma vi è una precisa attenzione ai dettagli in questo. 

Secondo questa infografica infatti l'utilizzo delle faccine nei post di Facebook aumenta del

  • 33% le condivisioni
  • 33% i commenti
  • 57% i like

Se le emoji offrono questi vantaggi inserite nel testo di un post su facebook, pensa la loro potenzialtà se ben utilizzate nell'oggetto delle email nell'ambito di un'attività di DEM. Nello scorrere infatti le varie email sul proprio smartphone o notebook aziendale, il destinatario delle tue email sarà attirato grazie alle emoji dall'oggetto delle mail, prendendosi quindi un attimo in più per vedere di cosa si tratta. Ma sono effettivamente compatibili con i vari servizi di posta elettronica in commercio?

I nostri test

Segue l'insieme dei test che abbiamo effettuato per voi. Il test consiste nell'invio di una email contenente delle Emoji nell'oggetto.

Gmail (Safari)

Le emoji utilizzate per il test sono risultate tutte visibili su Gmail utilizzando Safari

Gmail (Chrome)

Le emoji non sono visibili nell'oggetto dell'email sul sito di Gmail utilizzando Chrome

Hotmail (Safari)

Per hotmail si hanno risultati uguali utilizzando Chrome e Safari: in particolare ne vengono visualizzate la maggior parte ma non tutte

Hotmail (Chrome)

Mail (IOS)

Sul client di posta Mail di Apple le Emoji sono tutte visibili sia su IOS che OSX

Mail (OSX)

Outlook 2010

La maggior parte delle Emoji risulta visibile con Outlook 2010

Conclusioni

Abbiamo visto cosa sono le Emoji e il vantaggio che possono offrire alla tua attività di email marketing. Sono stati fatti quindi dei test su alcuni dei più noti client di posta elettronica ed è emerso che le Emoji sono sempre più compatibili con essi. Rimane da testare nel tempo il modo in cui i server reagiranno a messaggi di posta elettronica contenenti questi simboli: in particolare se si passerà da una loro penalizzazione nella diffusione come avveniva in passato, a considerarli sempre di più un valido supporto comunicativo al contenuto testuale.

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