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Creare la notizia e farla girare nel web

Creare la notizia e farla girare nel web

3 luglio 2017
Creare la notizia e farla girare nel web

“Dov’è la notizia?”. È la domanda che si dovrebbe porre chiunque scriva su una testata, blog o si occupi di comunicazione aziendale. Eppure succede il contrario.

Produciamo contenuti che, in quanto tali, rappresentano un turbo e non un freno al sovraccarico di informazioni e ci dimentichiamo che invece dovremmo occuparci di notizie. 

Il lettore, invece, ragiona in maniera diversa. Ha bisogno di risposte, di concretezza e di elementi che lo aiutino a rispondere a domande precise. Di notizie. Motivo per cui, se nel tuo post non ne trova, si rivolgerà altrove. Motivo per cui questi comportamenti, mappati costantemente da Google attraverso gli Analytics, incideranno sulla visibilità complessiva del contenuto specifico e del sito o blog che lo ospita.

Dico questo perché in questi dodici anni di lavoro a fianco di agenzie, aziende, professionisti, freelance e associazioni ho notato profonde carenze nell’approccio giornalistico alla materia. Quello che mette la notizia al primo posto e che privilegia l’interscambio di informazioni utili e non di opinioni spurie o di contenuti vaghi e privi di un punto di vista solido.

Bene, cos’è una notizia? È un’informazione che riguarda un fatto o un avvenimento accaduto o in corso di svolgimento. Diventa tale nel momento in cui è comunicata a un destinatario attraverso canali di pubblico accesso.

Per decenni la scuola tradizionale del giornalismo ci ha insegnato: “Un cane che morde un uomo non è una notizia. Un uomo che morde un cane sì”.
Ottima sintesi, peccato che i risultati siano davanti agli occhi di tutti: oggi tende a diventare notizia tutto ciò che è curioso o inconsueto, a scapito spesso di ciò che ha (potrebbe avere) un preciso effetto sulla collettività. Ma allora se una notizia è un fatto destinato a diventare di pubblico dominio, quali sono gli elementi che ci permettono di capire quando un fatto è notizia oppure no?

Nel mio libro “Manuale di scrittura digitale creativa e consapevole" propongo una lista di valori-notizia che contribuiscono a verificare la notiziabilità di un fatto. Essi sono divisi in tre livelli:

Primo livello di analisi

  • Novità o tempestività del racconto
  • Caratteristiche
  • Conseguenze e durata degli effetti
  • Dimensione del pubblico di riferimento

Secondo livello di analisi

  • Protagonisti
  • Portata emotiva
  • Mode e tendenze
  • Gusti del pubblico
  • Contesto

Terzo livello di analisi

  • Possibilità di eventuali sviluppi
  • Fonti
  • Materiale a disposizione
  • Esclusiva

Il primo livello ci permette di distinguere tra una notizia e una “non-notizia”. Il secondo ci permette di attribuire un livello specifico di importanza alle singole notizie, ma anche di ragionare sui meccanismi dell’industria dell’informazione e dell’intrattenimento.  Il terzo è una riflessione sui materiali che compongono una notizia e sui suoi possibili sviluppi futuri.

Seconda domanda:“Come faccio a trovare una buona notizia?”. Ecco i miei consigli:

  1. Nell’esaminare un fatto non fermarti alla superficie delle cose. Tieni nella giusta considerazione le fonti ufficiali ma punta a superarle e a ottenerne di prima mano, dirette. Mettiti inoltre nei panni di chi, rispetto a un fatto, è un “portatore di interesse” e poi analizza da questa nuova prospettiva il fatto e le fonti a disposizione.
  2. Fai ricerche e collegamenti in modo da collegare elementi apparentemente disgiunti. Il buon comunicatore costruisce esperienze e non notizie nude e crude. Per costruire esperienze, occorre lavorare sul loro contesto.
  3. Considera sempre gli interessi in gioco. Mantieniti sempre sulla sottile linea scura che divide i tuoi interessi da quelli della realtà professionale per cui scrivi o degli altri soggetti in campo.
  4. Considera sempre gli sviluppi potenziali di quanto stai per scrivere.
  5. Coltiva le tue fonti e gli interlocutori.
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