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Cultura aziendale e professionalità

Cultura aziendale e professionalità

2 maggio 2017
Cultura aziendale e professionalità

Nel Workshop LinkedIn e Twitter del programma Going Digital 2017 della Img Aice Academy, Doris Zaccaria ha guidato i partecipanti alla comprensione delle caratteristiche e all'utilizzo corretto e costante degli strumenti resi disponibili da questi canali in termini sia di contenuto che di marketing, attraverso esempi pratici ed esercitazioni con i partecipanti.

LinkedIn come strumento per valorizzare le risorse umane e l'azienda stessa. 

"In molti casi, la forza di un'azienda consiste proprio nelle sue risorse umane." ci spiega Doris Zaccaria "Per questo su LinkedIn molte aziende cercano di innescare quella che potremmo definire un'identificazione circolare fra impresa e dipendente. Attraverso la voce dei propri dipendenti, infatti, una realtà può proiettare verso l'esterno un certo tipo di immagine, basata sulla competenza e la capacità di comunicare i propri valori. Non attraverso una sola voce istituzionale, ma tramite le tante voci delle persone che la compongono. In poche parole, nel mondo odierno, sempre più realtà richiedono ai propri dipendenti di farsi in qualche modo ambasciatori della propria cultura aziendale. Certo, questo è possibile quando esiste una forte identificazione fra azienda e dipendente, mentre nei casi in cui il rapporto professionale dura poco è molto difficile stabilire questo tipo di connessione."

Specificità di LinkedIn e differenze rispetto agli altri social 

"Ciascuno di noi ha diverse identità: tanto per cominciare quella professionale è spesso ben distinta da quella personale. Sebbene in molti campi i confini non siano così chiari (basti pensare al fatto che è ormai prassi comune, per le Risorse Umane, scandagliare la presenza social complessiva dei candidati), diciamo che idealmente su Instagram e Facebook noi diamo spazio alla nostra sfera più privata: parliamo dei nostri gusti, di ciò che facciamo nel tempo libero, delle nostre idee politiche, della nostra famiglia. Le foto delle vacanze, che hanno perfettamente senso su questi canali, appaiono però profondamente inappropriate su LinkedIn. Quest'ultimo social infatti nasce come piattaforma dedicata unicamente alla sfera professionale, anche se non sono rari gli sconfinamenti." puntualizza Doris "E' chiaro che, data questa distinzione, è su LinkedIn che molte aziende si concentrano. Se per il B2C è certamente utile una presenza su tutti i canali, per il B2B LinkedIn diventa il canale privilegiato per trovare nuovi clienti, generare relazioni commerciali e acquisire lead. Ma, poiché le pagine aziendali hanno caratteristiche che le rendono poco adatte all'interazione, è attraverso i profili dei dipendenti che spesso vengono attivate queste sinergie. Una pagina statica, insomma, non basta."

"Su LinkedIn la figura del dipendente è fondamentale: perché sono i profili personali, non le pagine aziendali, a stabilire relazioni."

La cultura aziendale come obiettivo innovativo strategico per una buona reputazione online.

"La struttura di LinkedIn opera una distinzione netta fra le pagine aziendali e i profili personali. Le pagine non devono essere intese come mere vetrine, esattamente come i profili personali non sono più da tempo solo l'equivalente di un CV online." ci racconta Doris "Dunque, il primo aspetto determinante è quello dell'aggiornamento. Sia le pagine che i profili, per raggiungere la massima efficacia, devono prevedere la costante pubblicazione di aggiornamenti. La tipologia dipenderà dagli obiettivi che ci si prefigge. Ci sono aziende che vogliono farsi conoscere come leader di settore, e quindi pubblicano regolarmente dati e analisi sul proprio settore. Altre, che vogliono aumentare i contatti commerciali, preferiscono mostrare altri aspetti dell'attività: per esempio la partecipazione a fiere o eventi che possono tramutarsi in occasioni di incontro fisico. Non dimentichiamo che LinkedIn non è un sostituto ad un appuntamento, ma uno strumento per stabilire contatti e ampliare le occasioni di incontro. Certo, in ogni caso la figura del dipendente è fondamentale: perché sono i profili personali, non le pagine aziendali, a stabilire relazioni. Sono numerosi gli strumenti che commerciali, HR, addetti alle pubbliche relazioni possono utilizzare in funzione delle necessità dell'azienda di cui fanno parte. Per esempio, la partecipazione a gruppi di discussione tematici, la pubblicazione di contenuti sulla piattaforma di publishing di LinkedIn (da poco disponibile anche per gli utenti che utilizzano il social in italiano) o l'attivazione di un account Premium che consente di incrementare le possibilità di contattare persone che non fanno parte della rete personale."

Analisi, monitoraggio costante dei dati e acquisizione di lead 

"L'analisi dei dati è sempre fondamentale. Inutile girarci attorno. Senza conoscere la performance della pagina aziendale, si procede brancolando nel buio. Chi la gestisce deve dunque avere l'abitudine costante di monitorare i dati della pagina e capire cosa interessa maggiormente al proprio target. In questo LinkedIn fornisce molti dati interessanti, per esempio indicando la seniority e la funzione aziendale di chi visualizza i post di una pagina aziendale." continua Doris " Per quanto riguarda i lead, è chiaro che acquisirli rimane una sfida. La domanda che si deve porre l'azienda è: cosa ho da offrire alle persone che sto cercando di contattare? Prima di utilizzare i tanti strumenti che LinkedIn mette a disposizione in questo ambito, è bene concentrarsi strategicamente su questo aspetto."

Principali vantaggi per un’azienda della presenza su Twitter

"Twitter è ancora oggi uno strumento molto utile per chi vuole stabilire una relazione costante con il mondo dei giornalisti e degli esperti di settore." conclude Doris "Le aziende che organizzano convegni o partecipano a eventi di settore possono trarre grande giovamento da una presenza su Twitter, per esempio organizzando il live tweet di un'iniziativa. Infine, è possibile utilizzare questo canale sia per ampliare la cerchia dei propri contatti stampa che per ottenere da fonti estere un aggiornamento costante sui temi importanti per il settore di riferimento. Una sola raccomandazione: prima di lanciarsi, bisogna essere sicuri di poter “nutrire” la presenza su questo canale. Purtroppo spesso le aziende lanciano degli account e poi se ne dimenticano. Imbattersi in un profilo Twitter abbandonato da anni non è raro, e l'impatto sulla reputazione aziendale non è certo positivo.  Per questo diciamo sempre che è meglio fare poche cose ma bene, piuttosto che tante così così."

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