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Marketing
La comunicazione multicanale

La comunicazione multicanale

15 maggio 2017
La comunicazione multicanale

Comunicare con i consumatori oggi è diventato più facile. La loro evoluzione sempre più multicanale consente ai marchi di diversificare le strategie per generare call to action finalizzate non solo a informare, attraverso nuove forme di ingaggio e di fidelizzazione, ma anche a personalizzare sia la comunicazione che l'offerta.

Sfruttare la doppia vita analogica e digitale delle persone e l'abitudine sempre più consolidata a rimanere permanentemente connessi e informati è diventato un campo ad alto tasso di sperimentazione per il marketing. A seconda dei target, infatti, i binari della comunicazione possono correre su più dispositivi e attraverso più format, ed è importante cambiare spesso strategia nel veicolare e direzionare i messaggi delle campagne.

Il digital marketing, infatti, è un ambito altamente competitivo e impegnativo: da un lato è necessario conoscere molto bene i consumatori e, dall'altro, le tecnologie da utilizzare.

Progettare e gestire i contenuti digitali non è banale: bisogna imparare a immaginarli integrati sui siti aziendali o all'interno di landing page create ad hoc oppure confezionati in call to action che vanno instradate attraverso newsletter, dem, soluzioni di messaggistica o, ancora, veicolate attraverso i social network, le app e la nuova frontiera della comunicazione basata sull'uso degli smartphone che, attraverso i beacon o l'uso degli indirizzi IP dei telefonini, usa la geolocalizzazione per costruire una relazione sempre più personalizzata con i consumatori.

Non a caso, il tema della personalizzazione di massa è l'ultima frontiera del digital marketing: attraverso le informazioni che i clienti lasciano in rete, infatti, è possibile profilare non solo tipologie e abitudini di acquisto ma anche sondare desideri e aspirazioni per offrire, in cambio, maggiori informazioni, prodotti e servizi che possono incontrare davvero l'interesse dei target. L'attenzione del consumatore è il risultato di un processo di comunicazione bimodale, fatta di tecniche di ascolto e tecniche di informazione. Gli analisti, a questo proposito, aiutano le aziende a capire cosa sta succedendo e cosa succederà.

La disponibilità dei clienti sia a ricevere informazioni personalizzate che a condividere pensieri e opinioni impone una nuova capacità di ragionare e di gestire le campagne di marketing. Servono nuove visioni ma anche nuove attività di comunicazione di tipo cross-mediale, per generare dall'online una chiamata al mondo offline e viceversa.

È richiesta creatività ma anche abilità nel programmare veri e propri palinsesti in cui la comunicazione viene schedulata in base ai target, agli orari, alle tipologie di messaggi, ai canali e a tutti quei touch point di cui è costellato il percorso del cliente: dallo smartphone al totem interattivo, dal QR code su una pagina pubblicitaria o su un flyer. Facendo molta attenzione: il rischio, infatti, è di inondare il consumatore di informazioni quando non le vuole o, peggio ancora, che non gli servono.

Gli analisti a questo proposito hanno rilevato come 3 consumatori su 4 affermi di ricevere troppe mail dai brand e 1 su 5 confessa di non leggerne più nessuna. Il risultato è che più della metà dei consumatori percepisce di bassa qualità la comunicazione instaurata dai marchi al punto da cercare in tutti i modi di evitare di essere contattato. 

Per supportare questa nuova ondata di processi e di progettualità in continuo divenire ci vogliono piattaforme di Digital Content Management avanzate non solo capaci di visualizzare i dati e di interpretarli, di condividerli e di archiviarli, ma anche di pianificare i contenuti, di supportare le simulazioni, di recuperare e incrociare i dati per produrre informazioni di valore in quanto utili quando servono e a chi servono davvero.

Pianificare le campagne e gestire le informazioni sull'identità, sugli interessi e gli atteggiamenti dei clienti sta diventando il nuovo orizzonte operativo dei marketer e il Digital Content Management, in questo senso, diventa un asset strategico per il successo di qualsiasi organizzazione, perché permette di creare quell'esperienza unica che tutti oggi ricercano per stupire e appassionare, trasformando gli utenti da anonimi web surfer o mobile surfer in utenti conosciuti, ingaggiati e fidelizzati.

Uno studio di The Boston Consulting Group (BCG) basato su interviste a business executive e sull'analisi di 90 organizzazioni, conferma come ancora oggi siano troppo poche le organizzazioni che sanno usare correttamente gli insight del cliente per cogliere tempestivamente i segnali di cambiamento sul mercato e adattarsi velocemente. Molti dei top manager intervistati da BCG (in America e in Europa) indicano infatti il cliente come priorità strategica, ma solo il 47% delle decisioni chiave di business vengono prese dall'analisi delle informazioni che arrivano dalla tracciabilità e dalla rintracciabilità delle informazioni associate a un migliore uso dell'esperienza del consumatore. I ricercatori raccontano come solo un'azienda su cinque è in grado di tradurre questo tipo di dati in strategia.

Se la digitalizzazione rappresenta una svolta nel modo di lavorare e di progettare soluzioni per intercettare i consumatori e finalizzare al meglio l'offerta di prodotti e di servizi, oggi più che mai è necessario risolvere la gestione sfruttando tutta quella nuova intelligenza di sistema utile a definire strategie di business multicanali. Le nuove piattaforme di Digital Content Management non solo aiutano a incrociare una quantità di informazioni strutturate e destrutturate per costruire messaggi quanto più personalizzati e adeguati ma offrono strumenti di monitoraggio e di analisi che permettono di capire tutti i feed-back utili a comprendere l'andamento delle campagne e a definire le nuove strategie a supporto del business.

Fonte: www.canon.it 

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