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Tre nuove tecnologie e qualche ritorno inaspettato: ecco il futuro che ci attende

Tre nuove tecnologie e qualche ritorno inaspettato: ecco il futuro che ci attende

6 settembre 2016
Tre nuove tecnologie e qualche ritorno inaspettato: ecco il futuro che ci attende

Come abbiamo visto nello scorso articolo dedicato al TED Summit 2016, svoltosi a Banff in Canada a fine giugno, siamo ormai entrati definitamente in una nuova era. Un momento storico in cui prevale una narrazione del mondo non più ideologicamente edulcorata e retoricamente falsata da promesse di un benessere diffuso e disponibile a tutti grazie alla panacea della globalizzazione, del libero scambio di beni/persone e della diffusione delle istituzioni democratiche.

Un paradigma che da win/win diventa win/lose, uno storytelling che deve essere sempre più improntato a una realistica e quanto più possibile vera descrizione dei vantaggi e svantaggi di ogni decisione, ad ogni livello (personale, professionale, aziendale, statuale, interstatuale).

I prossimi dieci anni saranno d’altro canto decisivi per la diffusione di tecnologie oggi solo emergenti e che porteranno una buona dose di vantaggi ma anche una serie infinita di interrogativi e di conseguenze tutte da gestire. In particolare durante i numerosi talk del TED Summit di Banff sono emerse tre innovazioni che cambieranno radicalmente la nostra vista nell’immediato futuro.

Blockchain

Rachel Botsman, inventrice nel 2010 del termine collaborative consumption, Don Tapscott, celebre autore del libro Wikinomics, Bettina Warburg, fondatrice del londinese Blockchain Technologies Lab, hanno fortemente sottolineato come la prossima grande rivoluzione tecnologica che cambierà l’economia e in definitiva il nostro modo di vivere è la diffusione in molti ambiti della Blockchain.

Dopo avere assistito alla radicale capacità trasformativa che la fase uno di internet ha avuto nella filiera della comunicazione, dell’editoria, del giornalismo (il cosiddetto Internet delle informazioni), la Blockchain ci porterà ad una fase due, a un “Internet dei Valori e dei Beni”. Di fatto mentre fino ad oggi sono cresciute una serie di istituzioni e di intermediari che garantiscono la diffusione della fiducia nelle transazioni di valori (come la moneta) o beni tra privati (le banche, i governi, le stesse aziende), da oggi la fiducia può essere distribuita da un protocollo informatico peer to peer, che come l’internet che conosciamo non è controllato né gestito da nessuna autorità centrale.

La Blockchain è già oggi disponibile: un registro pubblico di beni e transazioni, replicato e messo in sicurezza in miliardi di diversi processori e computer sparsi nel mondo. Cosa vorrà dire questo per gli attuali intermediari, oggi unici titolari e monopolisti della fiducia, lo si vedrà nei prossimi anni. Per ora la prima applicazione pratica su larga scala ha colpito le istituzioni finanziarie, grazie alla diffusione del Bitcoin, una moneta che appunto risiede sulla blockchain e non è più emessa, distribuita o garantita da nessun soggetto, banca o stato. Da qui alle anagrafi, ai catasti, alle assicurazioni il passo è breve, e potenzialmente appunto rivoluzionario.

CRISPR

Ellen Jorgensen, biologa e attivista, e Juan Enriquez, CEO di un fondo di investimento in life science, hanno poi svelato il potenziale impatto di una seconda tecnologia esponenziale, il cui effetto sarà di certo radicale nel futuro prossimo. Si tratta del CRISPR, di fatto la stessa rivoluzione sulla ingegneria genetica di piante, animali e esseri umani che il programma di scrittura su computer che sto usando ha portato per generazioni di scrittori che disponevano precedentemente di sole tecnologie analogiche come la macchina da scrivere. La potenzialità del CRISPR è garantire a tutti, in modo economico, la possibilità di aggiungere, rimuovere o cambiare la sequenza genetica delle specie viventi. Una sorta dunque di “copia e incolla” semplice e immediato, che noi oggi tutti conosciamo nel mondo della scrittura elettronica, e che da oggi è disponibile anche nell’ingegneria genetica. Dal 2012 questo è possibile anche in colture cellulari umani, aprendo interessanti possibilità ma nello stesso tempo inquietanti dilemmi etici.

Intelligenze Artificiali

Kevin Kelly, un futurologo molto apprezzato e Sam Harris, neuroscienziato e filosofo, hanno portato all’attenzione del TED Summit 2016 il tema della prossima evoluzione dell’Intelligenza Artificiale (AI). La rivoluzione industriale che noi tutti conosciamo si è basata sulla diffusione di forme di “Energie Artificiali” che hanno permesso di elettrificare il mondo e di garantire una produttività mai sperimentata prima. La rivoluzione industriale che vivremo nei prossimi decenni sarà invece basata su forme di Intelligenze Artificiali che renderanno possibile espandere le nostre capacità cognitive in modo diffuso e pervasivo, così come le reti elettriche hanno diffuso l’energia nello scorso secolo. L’impatto sul mercato del lavoro che i Robot senzienti andranno ad avere è già stato preconizzato e studiato, molto meno le conseguenze etiche e legali di tale cambio di paradigma.

Infine occorre segnalare tre trend controintuitivi e inaspettati che sono emersi durante il Summit di Banff, con i quali dovremmo convivere e prosperare nei prossimi anni. Si tratta del ritorno dell’energia nuclearecome unica possibile fonte di approvvigionamento sostenibile e duraturo, della prossima rinascita delle automobili come modalità ecologica ed efficiente di mobilità e della progressiva militarizzazione delle questioni ambientali, non più accessorio utopico di qualche progressista, ma questione fondamentale nella gestione degli equilibri di forza tra popoli e stati.

Concludo questa carrellata sul nostro prossimo futuro citando i principi che lo scrittore Tim Leberecht ha proposto alla platea di TED per gestire la propria attività professionale e le proprie relazioni interpersonali, principi che certamente condivido e che trovo estremamente adeguati a gestire le sfide della contemporaneità:

  1. fare solo il non necessario
  2. creare situazioni di intimità
  3. essere spiacevoli continuando a fare domande inopportune
  4. rimanere incompleti
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