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LinkedIn: nuovi gruppi a rischio spam, minori, privacy

LinkedIn: nuovi gruppi a rischio spam, minori, privacy

9 dicembre 2015
LinkedIn: nuovi gruppi a rischio spam, minori, privacy

Recenti novità e altre in arrivo. Il Social le chiama “semplificazioni”, ma ne siamo sicuri?

Se novembre sarà ricordato per le molteplici iniziative di Facebook, alcune apprezzabili e altre probabilmente meno, questo ultimo trimestre ha avuto come protagonista assoluto il più famoso Social b2b di sempre, LinkedIn. Il suo ruolo di attore principale e la quantità di novità non sono minimamente in discussione, ma lo sono anche le sue scelte?

Recente l’introduzione della Chat quale nuovo strumento di messaggistica, la riproposizione di Profili per Minori che abbiano compiuto almeno 13 anni di età, e ora nuove regole per i Gruppi di Discussione.

Da subito tale cambiamento dei Gruppi mi è apparso radicale. E’ da diverso tempo che ricercavo notizie sulla trasformazione dei Gruppi di Discussione, anche tra i documenti messi a disposizione dallo stesso Social, ma le informazioni erano sempre poche e frammentate, quasi come se si volessero mantenere più o meno nascoste, e la maggior parte di tali novità farle scoprire direttamente ai suoi utenti nel momento stesso del loro rilascio.

E proprio in questi giorni mi imbatto in un post di Mirko Saini – Consulente Web Marketing e LinkedIn Trainer – che elenca in maniera precisa e completa, almeno fino a qualche giorno fa, quelle che sono e saranno le novità che investiranno i Gruppi di Discussione di LinkedIn.

Non spetta di certo a me spiegare nel dettaglio quali sono queste novità e fare delle considerazioni nell’ambito del Social Media Marketing, ma il mio interesse è rivolto in particolar modo a meglio comprendere quali risvolti e retroscena potrebbero celarsi dietro a tali cambiamenti, e soprattutto quali eventuali rischi potrebbero nascondersi: minacce oscure che spesso non si riescono a percepire soprattutto dietro a novità che apparentemente risultano essere agli occhi per lo più di quasi tutti meramente tecniche ed operative.

Tutti i Gruppi saranno trasformati in gruppi chiusi e privati, questa la novità principale: dall’esterno nulla potrà essere più visto. Per accedere ai contenuti del Gruppo si renderà necessario esserne membro e gli stessi contenuti non potranno essere neanche più indicizzati dai motori di ricerca ed essere condivisi sugli altri social.

Se questa scelta potrà apparire anche per molti aspetti brutale, la nuova classificazione dei Gruppi in Standard e Non Elencati dovrà necessariamente essere valutata non solo per le problematiche operative e in termini di Social Media Marketing Strategy, bensì anche per i rischi e le implicazioni ad essa connesse.

Nei Gruppi Standard l’approvazione di ogni richiesta di ammissione potrà essere autorizzata da un qualunque membro del gruppo. Questa è la novità più sorprendente, ma anche la più pericolosa che può fortemente contribuire ad aumentare il tanto temuto fenomeno dello Spam. E’ sufficiente che un c.d. Spammerentri a far parte di un Gruppo, accettare immediatamente dopo le richieste di adesione di un certo numero di profili fake, da lui controllati, e il gioco è fatto: lo spam è servito e garantito.

LinkedIn ha recentemente “rinforzato” i propri filtri automatici anti spam, il cui corretto funzionamento però è stato sicuramente oggetto tuttora di forti critiche e dubbi in merito alla sua adeguatezza o meno: anche i post dei c.d Top Contributors sono stati in alcuni casi bloccati senza nessuna apparente motivazione poiché classificati come spam.

Da una parte il Social che cerca di contrastare questo fenomeno attraverso i suoi filtri automatici e dall’altra parte serve su un piatto d’argento agli Spammer un vero e proprio “Cavallo di Troia”, questa potrebbe essere una verità nascosta.

Il totale anonimato sarà la caratteristica principale invece dei Gruppi Non Elencati (c.d. UnListed): non compariranno nelle ricerche e si potrà ad essi aderire solo su invito da parte degli amministratori del gruppo. Gruppi segreti di cui non si potrà conoscere non solo il contenuto, se non membri, ma neanche la loro stessa esistenza.

Ricordi la nuova Chat di recente introduzione? E dei Profili per tredicenni recentemente “rispolverati” dal Social? E ora potranno essere utilizzate anche le foto nelle discussioni all’interno dei Gruppi. Tutte novità introdotte anche e volutamente per attrarre verso di sé i più giovani e giovanissimi: quasi come se LinkedIn volesse diventare un Social come tutti gli altri.

Ma i Gruppi Non Elencati potranno attrarre nuovi membri sulla base di una precisa e attenta profilazione dei suoi potenziali e appetibili candidati. E se questi fossero minori? Quale valutazione del Social per questi rischi? Cyberbullismo, pedopornografia, pedofilia e qualunque altro tipo di reato sui minori: questa potrebbe essere un’altra verità nascosta.

Si parla sempre più di sistemi automatici anti spam, di moderazione automatica delle discussioni, di riepiloghi riassuntivi delle stesse discussioni dei Gruppi gestiti in automatico dal Social e non solo per i contenuti selezionati e inviati, ma anche per la scelta dei destinatari di questi riepiloghi. Ma LinkedIn legge nei nostri pensieri? Ha tale diritto di arbitrio? Scegliere per noi i contenuti e decidere anche a chi e cosa inviare? Oppure monitora le nostre preferenze di navigazione, analizza in nostri post, i nostri commenti, i contenuti del nostro profilo? Quest’altra ancora potrebbe essere una verità nascosta.

Non sappiamo quali altre verità e rischi nascosti potrebbero celarsi dietro a tutte queste novità. Quello che di certo possiamo sapere è che al momento nessun altro social abbia mai fatto tali scelte: un Social che sceglie deliberatamente di diventare meno Social, quasi “A-Social”.

Non consentire più l’indicizzazione dei contenuti sui motori di ricerca e la loro condivisione su altri social, proprio mentre Google e Facebook stringono recentemente un accordo in tutt’altra direzione. Non rendere visibili i c.d. Gruppi UnListed e i contenuti dei gruppi, vero che da sempre i Social hanno mal digerito i link che portassero gli utenti all’esterno della propria piattaforma sociale, ma le scelte di LinkedIn sembrano portare verso una sua chiusura pressochè totale verso l’esterno: i suoi utenti circondati da mura alte e spesse forse non tanto per proteggerli da qualche minaccia esterna, bensì per rinchiuderli al suo interno come se fosse una prigione.

Moltissime di queste novità, la Chat e i Profili per tredicenni, e queste nuove regole per i Gruppi quali ad esempio le foto che potranno essere utilizzate anche nei commenti, le menzioni di altri membri, un’App interamente dedicata, la possibilità di fondare gruppi tematici (ad esempio per gli amanti dei fumetti e utilizzare per il Gruppo un’immagine del super eroe preferito) e altre vanno incontro di sicuro agli adolescenti che comunicano menzionandosi tra loro, con foto, immagini e video. Questa è una migrazione lenta e poco conosciuta, ma delinea una chiara strategia da parte di LinkedIn: prima la chat, poi i profili per minori e ora queste nuove regole e funzioni per i suoi Gruppi, tra le quali più di qualcuna presenta rischi e minacce anche se non così evidenti.

Queste scelte saranno sicuramente dettate da necessità di fatturato e magari alcune delle funzioni che saranno a breve rimosse potranno poi tornare ad essere utilizzate dietro lauto compenso. Non lo possiamo sapere. Di certo ci sono le forti proteste degli utenti dei paesi dove sono state per prima introdotte tali novità, USA e UK, e tutte queste potenziali minacce e rischi che potrebbero anche a breve presentarsi.

I dubbi sui risultati che potrà ottenere LinkdeIn sono molti. Tra questi, in tanti parlano ormai di una lenta e inesorabile migrazione dei suoi utenti verso altre piattaforme sociali. E’ ormai giunta la fine del più famoso Social b2b?

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