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Il metaverso è davvero un’opportunità per le imprese?

27 dicembre 2023Image

Il metaverso promette di essere tante cose, e tutte rivoluzionarie. Ad oggi, però, quasi non esiste. L'articolo dell'economista Paolo Passaro tratto dal quadrimestrale di Startmag.

Fonte: Smartmag

Nel suo libro The Metaverse. And How it Will Revolutionise Everything Matthew Ball, uno dei maggiori esperti del settore, declina una delle più interessanti definizioni di metaverso. Scrive Ball: “Il metaverso sarà una rete di scala globale e interoperabile, di mondi virtuali in tre dimensioni, creati istantaneamente, da vivere in sincrono e continuamente da un numero illimitato di persone, con senso ognuno di presenza digitale e continuità di dati riguardanti identità, storia, benefici, comunicazioni e pagamenti mantenuti su tutta la rete”.

Questa complessa definizione, già nella sua espressione meramente sintattica, descrive e definisce una realtà ancora lontanissima da quella attuale. A parte il titolo, non c’è altro oggi che rappresenti davvero, neanche ”in nuce”, un metaverso.

MODA E GAMING, LE PRIME ESPERIENZE

Un primo piccolo passo in avanti sono realtà come Decentraland e Roblox. Decentraland si propone come uno spazio tridimensionale dove fan e brand possono acquistare terra, usando criptovaluta dalla piattaforma Ethereum, interagire e creare eventi ed esperienze.

Nel marzo del 2022 Decentraland ha ospitato la prima Fashion Week mai realizzata con tanti brand della moda intenti a fare sfilate, feste, concerti e seminari. È ancora un’applicazione di nicchia (circa 200.000 user) ma si propone come un vero esperimento di interconnessione tra persone e tra persone e brand, con la partecipazione ad eventi unici (feste post-sfilata).

 

Un nuovo modo rivoluzionario di concepire la moda e lo shopping che cambierà profondamente la maniera con cui ci rapportiamo a questi aspetti dell’esistenza. Roblox è stato creato dall’azienda americana Roblox Corporation nel 2006 nel settore gaming e conta su oltre 50 milioni di user attivi al giorno e oltre 230 milioni al mese.

Per la gran parte giovanissimi. La piattaforma Roblox è lontana dal metaverso come sarà nella definizione che abbiamo citato all’inizio. Però ha dei tratti in comune: i fan creano insieme i loro mondi e i loro giochi, vendono alla community le loro creazioni digitali, giocano insieme, interagiscono con le loro marche preferite. Il marchio Nike ha creato Nikeland su Roblox, come gioco e primo approccio delle giovani generazioni alla famosa marca di scarpe e abbigliamento sportivo.

A parte queste iniziali curiosità tecnologiche che aprono lo sguardo verso un futuro di novità, per molti versi stravolgenti, il metaverso è lontano da essere una realtà utile e inclusiva, oggi, per la maggior parte della società. Soprattutto a causa di limiti tecnologici, di capacità di banda e di interoperabilità. A prescindere da qualsiasi rivoluzione tecnologica le domande fondamentali per acquisire quote di mercato sono sempre le stesse: come avere nuovi clienti e come fidelizzarli. Attualmente, il metaverso non è l’oceano blu dove gettare le reti per riempirle di pesce fino all’inverosimile. Non esiste un oceano del metaverso ma appena appena dei piccoli laghetti. Non esiste una piattaforma su cui fare scala. Per fare un esempio la piattaforma “The Sandbox”, basata su blockchain e considerata “metaverso” ha circa 21 mila proprietari, un’inezia per i numeri dei social e l’internet globale.

UN’INNOVAZIONE DI LUNGO TERMINE

Nonostante questo, il metaverso rimane ben posizionato come un’innovazione di lungo termine. Considerando la miriade di casi d’uso incentrati sui consumatori e sulle aziende (che il metaverso potrebbe soddisfare), un rapporto di McKinsey & Company evidenzia il potenziale della tecnologia di generare un valore fino a 5.000 miliardi di dollari entro il 2030 (in gran parte dovuto agli eventi).

Fattori tecnologici abilitanti

Affinché il metaverso raggiunga il suo pieno potenziale, il rapporto evidenzia la necessità di quattro fattori tecnologici abilitanti:

  1. dispositivi AR/VR,
  2. sensori aptici (tattili) e periferiche,
  3. interoperabilità e standard aperti,
  4. piattaforme facilitanti e strumenti di sviluppo.

Tuttavia, il successo del metaverso è condizionato da una maggiore attenzione alla ottimizzazione dell’esperienza utente, finalizzata a fornire sensazioni positive per i consumatori e gli utenti finali in generale.

Nel rapporto di Mc Kinsey & Company si legge che “il metaverso è semplicemente troppo grande per essere ignorato”, e si sottolinea l’impatto che può comportare nel commercio e nella vita quotidiana.

Eventi

McKinsey stima che oltre il 50% degli eventi dal vivo potrebbe svolgersi nel metaverso entro il 2030. Da questo dato si elabora la stima sopra riportata di un valore generabile oltre i 5 trilioni di dollari.

Al di fuori della “generazione Alpha”, che sono i ragazzi che attualmente hanno da zero a 9 anni circa e che tra 10–15 anni rappresenteranno i veri fruitori del metaverso, per tutti gli altri si pone la domanda: che cosa si potrà effettivamente vedere, sperimentare, lavorare, giocare con il metaverso?

UN ACCELERATORE ESPONENZIALE DELL’UNIVERSO FISICO

La prima cosa che gli esperti sostengono è che il metaverso non potrà mai sostituire il realismo del mondo fisico. La fisicità resterà l’elemento essenziale per creare fiducia e promuovere capitale sociale, sia dal punto di vista individuale che come comunità.

Test sul metaverso per poi immettere un prodotto nel mondo reale

Il metaverso è un acceleratore esponenziale dell’universo fisico. Un’azienda potrà testare un prodotto in formato digitale, ad esempio il design di una nuova scarpa, per poi modificare il prodotto finale in base ai suggerimenti del pubblico, prima di produrre la scarpa stessa. Lo stesso per qualsiasi altro prodotto dalle auto ai vestiti.

Il metaverso aumenta e non sostituisce il vedere, toccare, sperimentare di persona oggetti e servizi.

La spesa per il pubblico, in particolare i “millenial”, migra dagli oggetti alle esperienze.

Si sta ritornando dal commercio elettronico a quello “tattile”, di realtà aumentata e virtuale. Meta sta costruendo una rete di negozi (reali) per offrire dispositivi AR (realtà aumentata) e VR (Realtà virtuale) a chi vorrà affacciarsi per entrare nel suo metaverso.

I locali fisici offriranno ai clienti la combinazione di luoghi e di tecnologia per espandere la possibilità di creare valore e migliorare qualsiasi esperienza umana.

La miscela di tecnologie avanzate e realtà virtuale (che comprende anche quella aumentata) renderà il mondo digitale un’alternativa e un’integrazione del mondo fisico con un eccellente realismo.

Si supererà il concetto di lavoro a distanza perché la tecnologia permetterà ai dipendenti delle aziende, ai professionisti, di interagire con gli avatar degli interlocutori e di fare brainstorming e scambiarsi idee con un’approssimazione molto vicina alla realtà.

E-commerce e moda

Il metaverso permetterà un’esperienza di acquisto nuova e immersiva, realistica, per la moda, i prodotti di lusso e l’arte. Il metaverso però sarà un supplemento alla localizzazione e non la sua sostituzione.

Ridurrà i costi di passaggio da un luogo all’altro e i costi di transazione con un aumento della velocità dei processi decisionali e la personalizzazione in base ai dati.

Criptovalute come moneta di scambio

A questo si unirà una diversa modalità di approccio finanziario mediante le criptovalute. Siamo quindi ad un passaggio cruciale dell’evoluzione umana che con la tecnologia potrà aumentare le proprie potenzialità in modo esponenziale ma senza perdere la propria umanità che è alla base di tutti i processi.

App di incontri

Certo ci potranno essere delle sorprese. Secondo un recente sondaggio condotto da Dating.com, una piattaforma di incontri online, “con i progressi della tecnologia delle app di incontri e del metaverso, sempre più persone sono aperte a creare connessioni che si estendono a città, paesi e persino continenti diversi”.

Su quest’ultimo punto è opportuno un sano scetticismo. Sarà pure intrigante incontrarsi con l’avatar di una potenziale partner che vive dall’altra parte del mondo, ma resterà un’esperienza non paragonabile al classico aperitivo con gli amici in carne e ossa in uno dei magnifici bar che costellano i borghi o le città d’Italia.

Fonte: Smartmag

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